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Angeli e demoni

Pubblicato il 20.05.2009 - Recensioni Film

angeli-e-demoni-spagnolaDan Brown, prima con Il codice da Vinci e poi con Angeli e demoni, si è attirato le ire del Vaticano e un doppio successo mondiale nelle classifiche di vendita. Con gli adattamenti cinematografici, come era prevedibile, il successo è stato replicato e, allo stesso modo, anche l’avversione della Chiesa è tornata a farsi sentire. E’ da poco uscito nei cinema il film Angeli e demoni, diretto ancora una volta da Ron Howard e con Tom Hanks nei panni di Robert Langdon, il simbolista docente di Harvard che pare avere una calamita per gli intrighi religiosi. In questo caso il professore viene coinvolto dalla polizia vaticana a seguito dell’omicidio di un ricercatore del CERN di Ginevra e al furto di un dispositivo che rischia di far saltare in aria un’intera città. Nel momento in cui la Chiesa piange la morte del Papa e i cardinali si apprestano ad eleggerne uno nuovo con uno dei rituali religiosi più antichi e affascinanti del mondo, Langdon sembra essere l’unico in grado di contrastare la minaccia degli Illuminati, un’antica setta d’ispirazione scientifica che il Vaticano ha messo a tacere con violenza nel Seicento: i quattro preferiti, i cardinali più accreditati per salire al soglio pontificio, sono stati rapiti e saranno marchiati e uccisi l’uno a distanza di un’ora dall’altro, e da ultimo il Regno Pontificio sarà spazzato via grazie alla luce del tremendo ordigno prodotto a Ginevra. Come sempre le cose non sono semplici come sembrano e la minaccia, da misteriosa e arcana, si dimostra passo passo più ‘terrena’ e terribile.

angeli-e-demoni-immagini-del-film-3_midAngeli e demoni ha tutte le carte in regola per sbancare ai botteghini: una trama coinvolgente e complicata, ambientata in un momento cruciale quale l’elezione del nuovo pontefice, tanti misteri e un rompicapo che fa compiere ai protagonisti una caccia al tesoro tra chiese ed opere d’arte note anche al grande pubblico. Lo spettatore non ha un attimo di fiato, perché il ritmo degli omicidi imposto dalla mente del complotto è così serrato che non c’è il minimo spazio per le pause. In questo senso il film pecca un po’: le deduzioni di Langdon sono così immediate che non sempre è facile seguire il filo. Quel che disturba di più, però, è il senso di déjà vue: come nel libro, anche nel film c’è la stessa identica impostazione del Il codice da Vinci, per cui la bellezza della ‘caccia al tesoro’ tra alcune delle più famose opere d’arte del mondo risulta poco originale. Per quanto riguarda il cast degli attori, Tom Hanks fa ancora la sua ottima figura nei panni del protagonista; più difficile dire lo stesso di Ewan McGregor, che non riesce ad essere abbastanza ambiguo nella parte del Camerlengo. Il film attualmente è in testa al box office italiano: nel solo finesettimana ha guadagnato €5.540.62, e presumibilmente continuerà a tenere la vetta per un bel po’.

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